Καλλιστώ (Kallistṓ)
Questo progetto nasce da una riflessione sulla metamorfosi, intesa non solo come trasformazione del corpo, ma soprattutto come cambiamento dell’identità.
L’ispirazione prende forma dal mito greco di Callisto, una ninfa la cui esistenza viene continuamente trasformata da forze esterne: da donna a orsa, fino a diventare la costellazione dell’Orsa Maggiore. La sua storia racconta una metamorfosi imposta, una perdita della propria forma originaria che, invece di rappresentare una fine, apre a una nuova possibilità di esistenza.
Partendo da questa narrazione, il progetto rilegge alcune rappresentazioni storiche del mito attraverso la fotografia analogica, indagando il passaggio da un corpo riconoscibile a una nuova forma di linguaggio visivo. Le immagini riflettono su quanto le esperienze, gli eventi e le persone possano trasformare il modo in cui percepiamo noi stessi.
La metamorfosi di Callisto diventa così una metafora universale: il cambiamento non è soltanto fisico, ma riguarda la memoria, l’identità e il rapporto con il proprio corpo. Attraverso il linguaggio fotografico, il progetto esplora il confine tra ciò che eravamo e ciò che diventiamo, interrogando la fotografia non solo come mezzo di rappresentazione, ma come spazio in cui la trasformazione prende forma.
Questo progetto nasce da una riflessione sulla metamorfosi, intesa non solo come trasformazione del corpo, ma soprattutto come cambiamento dell’identità.
L’ispirazione prende forma dal mito greco di Callisto, una ninfa la cui esistenza viene continuamente trasformata da forze esterne: da donna a orsa, fino a diventare la costellazione dell’Orsa Maggiore. La sua storia racconta una metamorfosi imposta, una perdita della propria forma originaria che, invece di rappresentare una fine, apre a una nuova possibilità di esistenza.
Partendo da questa narrazione, il progetto rilegge alcune rappresentazioni storiche del mito attraverso la fotografia analogica, indagando il passaggio da un corpo riconoscibile a una nuova forma di linguaggio visivo. Le immagini riflettono su quanto le esperienze, gli eventi e le persone possano trasformare il modo in cui percepiamo noi stessi.
La metamorfosi di Callisto diventa così una metafora universale: il cambiamento non è soltanto fisico, ma riguarda la memoria, l’identità e il rapporto con il proprio corpo. Attraverso il linguaggio fotografico, il progetto esplora il confine tra ciò che eravamo e ciò che diventiamo, interrogando la fotografia non solo come mezzo di rappresentazione, ma come spazio in cui la trasformazione prende forma.